Smart Forfour

E’ sempre stata la Smart per chi non può fare a meno dai quattro posti. Si chiama sempre Smart Forfour ma si presenta con concetti stilistici totalmente diversi dalla versione che fece il suo debutto sui mercati nel lontano 2004. Dopo 8 anni di stop alla produzione di questa versione “lunga” della mitica citycar, Smart torna in produzione con questo modello nel 2014 e attacca il mercato con rinnovati propositi di successo. La carta che i tedeschi giocano per essere della partita nel segmento delle citycar tradizionali, dove ad attenderla ci sono clienti come Fiat 500, Panda, Ypsilon, è una carta quanto mai azzardata ma che vive di concreti punti di forza. Le frecce all’arco della Forfour sono infatti molto interessanti, a partire dall’originalità stilistica espressa dal suo design esterno, ripresa al 100% dalla sorella Fortwo. Il muso presenta gli stessi fari con luci diurne a led, la griglia con fori esagonali e le forme sinuose e morbide che raccordano paraurti e passaruota. Molto diversa, ovviamente, la fiancata, dove diventano protagoniste le due portiere extra al posteriore, una cellula Tridion dalle dimensioni maggiorate e un passo di 2 metri e 49 centimetri.

Concentriamoci sulla carta principale di questa Forfour rispetto alla Fortwo: l’abitabilità interna. La piccola Smart quattro porte, a fronte di dimensioni decisamente più compatte di una Panda, assicura ben 19 centimetri in più di passo, a tutto beneficio della sua abitabilità interna.
Grazie ai suoi tre metri e 49 di lunghezza, al metro e 66 di larghezza e al metro e 55  di altezza la ForFour garantisce spazio a sufficienza per quattro persone, oltre a fornire un bagagliaio decisamente più spazioso che sulla Fortwo, compreso tra i 185 litri e i 975 di massimo carico.

A bordo l’essenza Smart è evidente osservando le tinte vivaci, il disegno della plancia, il posizionamento della multimedialità e i sedili con poggiatesta integrato. Diversamente dalla due posti, sulla Forfour si viaggia in quattro, su altrettante sedute singole. Dietro si è privilegiata una soluzione che concede maggior spazio a due occupanti, anziché provare ad ospitarne tre ma  molto sacrificati.
Complessivamente si presenza come un abitacolo riuscito, fatta eccezione per una sorta di  “malcostume” che sta prendendo sempre piede tra i costruttori: la presenza di finestrini posteriori a compasso.

Cinque gli allestimenti previsti in listino: Youngster, Black Passion, Passion, Sport Edition 1, Prime e Proxy.
Un’altra importante innovazione proposta da Smart è il  Cross Connect. La si può definire banalmente come una sorta di multimedialità semplificata e passa attraverso l’utilizzo del proprio smartphone, in sostituzione del più istituzionale schermo touchscreen, da posizionare su una basetta in plancia e attraverso il quale avere le info del computer di bordo, i media del telefono a disposizione, la funzione chiamata e il navigatore satellitare. L’unica nota dolente di questa soluzione è il quasi totale occultamento visivo dei tasti presenti sul cruscotto posizionati in corrispondenza di tale base.

Ampia, come sempre per i modelli Smart, la possibilità di personalizzazione, con 40 combinazioni possibili tra colore della carrozzeria e cellula Tridion. Le motorizzazioni ricalcano ovviamente l’offerta di Smart Fortwo partendo dal 1.0 con potenze che variano dai 61, ai 71 sino ai 90 cavalli. La velocità massima varia, di conseguenza, da un minino di 151 chilometri orari per arrivare ai 165 chilometri della versione più potente. Il comparto sospensioni ripropone lo schema MacPherson all’anteriore più ponte De Diòn al retrotreno, mentre l’impianto frenante sarà misto: dischi anteriori e tamburi al posteriore.

Per quanto riguarda le impressioni di guida possiamo dire di aver trovato la nostra Forfour un po’ poco reattiva soprattutto nelle fasi di ripresa e soprattutto troppo incline a far intervenire il controllo di stabilità non appena si prova ad aumentare un po’ l’andatura sui percorsi misti. La frenata è assolutamente all’altezza delle prestazione così come molto buona l’abitabilità interna, anche nelle sedute posteriori. Consumi davvero molto buoni con percorrenze spesso vicine ai 16-17 km/lt su percorrenza extra urbana o mista. Per quanto riguarda il cambio Twinamic, prodotto dalla Getrag appositamente per Smart, possiamo dire che uno dei suoi valori aggiunti è sicuramente il passare da una marcia all’altra con grande dolcezza e senza interruzione della forza di trazione.

Un altro punto a favore è quello di essere il primocambio  doppia frizione a tre alberi di dimensioni extra piccole lanciato nel segmento delle city e micro car. Rispetto a quello della vecchia Smart si tratta dunque di un cambio totalmente diverso, senza inerzie tra una marcia e l’altra, molto fluido nel suo funzionamento alla pari con le trasmissioni automatiche più raffinate tecnologicamente. Il punto debole e da migliorare è invece la partenza: tra la pressione sul gas e lo scatto esiste un evidente ritardo di risposta che le consente di spuntare nel traffico come ci si aspetterebbe. Nei tratti in salita la funzionalità del cambio è un po’ troppo penalizzante in termini di piacere di guida e pertanto consigliamo di utilizzare la sua gestione manuale.

Prima di concludere un occhio veloce al suo listino prezzi. Si parte dai 12.640 euro della Smart ForFour 61 cavalli Youngster per arrivare ai 16.870 della Smart ForFour 90 cavalli Turbo in versione Prime o Proxy 16.870.

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